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Giù la maschera
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lunedì, novembre 27, 2006 Le donne non mi amano e l'amicizia con loro è difficile e alla fine mi allontanano o mi mettono nella condizione di allontanarmi da loro, gli uomini che mi hanno offerto la loro amicizia a un certo punto non gli è più bastata e volevano altro e non potendolo avere mi hanno allontanata da loro e poi ci sono gli uomini che non mi hanno mai amata e la distanza tra me e loro fondamento inevitabile...cambia la sostanza delle cose, ma il risultato è sempre lo stesso. Per la serie i rapporti umani mi danno il voltastomaco e non intendo scommetterci più nemmeno un centesimo.. martedì, agosto 08, 2006 La cosa che mi spaventa di più nella vita è la solitudine. Si annida nelle pieghe della mia vita ed io la sento dappertutto.
sabato, giugno 03, 2006 Oggi mi è capitata una situazione surreale; se non fosse che sono un tipo istintivo e fortemente orgoglioso mi ci sarei fatta una sonora risata. Sono stata messa in mezzo nelle scaramucce di due innamorati. Fin qui nessun problema, negli accessi di gelosia ci sta quasi tutto compresa qualche offesa gratuita; in questo caso la signora in questione ha un tantino esagerato considerato che non ho fatto assolutamente nulla per arrecare danno alla sua incandescente liason. Come ho già accennato in qualche post precedente spesso la linea di confine tra la sostanza delle cose e la sua forma è estremamente sottile ed è facile ad una prima superficiale lettura leggere quello che non è o quello che è se invece non è…insomma per farla breve si prendono fischi per fiaschi più di quanto si creda. Ma non è più facile trovare un colpevole che leggere sotto le parole, sotto gli atteggiamenti, sotto le reazioni, sotto gli effetti? E’ più facile trovare un colpevole. E’ come quando la moglie scopre la relazione extraconiugale del marito, invece di fare la pelle al marito se la prende con la sventurata amante attribuendo a lei le maggiori responsabilità; affrontare la realtà è difficile perché ci mette di fronte alle decisioni, quelle che si pagano sulla pelle e che ci fanno paura, molto meglio perdersi nei mille rivoli delle responsabilità altrui attenuando le colpe di chi invece ci sta a cuore procrastinando, forse per sempre, decisioni dolorose. Che persona sarei se avessi letto di quell’amico sventurato e non mi fossi fatta viva con te. Mi dispiace persino che tu possa solo lontanamente pensarlo, tu e non qualcun’ altro perché tu un po’ mi conosci. Mi conosci attraverso la lettura del mio blog , per quanto la penna non ne abbia alterato i contenuti, spero in minima parte. Mi conosci attraverso il blog e non altro, può stare tranquilla la fumantina signora che ha usato arbitrariamente il mio blog per schermagliare con te. Che non si scandalizzi così tanto se ho tentato invano di visitare il suo blog, dopo le sue sortite sul mio, solo ed esclusivamente per mera curiosità. Capitolo chiuso. mercoledì, novembre 02, 2005 Ho cominciato a ricamare un nuovo quadro, un abbecedario per niente semplice. Mi sa che mi accompagnerà per molti molti anni....ammesso che alla zeta ci arriverò mai. Ora faccio un po' di coccole a Filippo, fresco di toilette, che se le merita tutte.
martedì, novembre 01, 2005 Ho alzato troppo il gomito. Purtroppo sono astemia e non posso apprezzare tanto di frequente la piacevolezza di essere sopra le righe, quando l’alcol assunto in quantità abbondanti ti regala sensazioni di assoluto benessere. In questo momento sono sopra le righe. Volevo abbandonare questo blog, fuorviato nel tempo dalla mancanza di sincerità o più precisamente non più libero dal condizionamento dell’interlocutore; ma poi, in un barlume di coscienza, ho pensato che ormai questo blog altro non è che una saracinesca abbassata dove nessuno penserebbe di andare ad intrattenercisi. Ed eccomi qui. Ho letto un post. Niente che non immaginassi da sempre, ma vederselo lì sbattuto in faccia mi ha fatto male, un male micidiale. E ho capito che ci soffro ancora, che non sono guarita; che la sconfitta non circola nelle mie vene libera di scorrere senza ostacoli, ma è come una specie di aneurisma che all’improvviso mi toglie vita, vigore, voglia di andare avanti. E mi ripeto..” l’hai sempre saputo, non ti meravigliare, lei c’è sempre stata prima di te e più forte di te”.Fai appello a tutta la tua razionalità e reagisci, cazzo reagisci!!!! Facile a dirsi. Ho solo voglia di annegare nelle lacrime tutta la mia tristezza. E ho fatto l’errore incalcolabile di mandargli un messaggio, un inutile stupido messaggio; toni educati in cui gli auguravo ogni bene quando invece avrei voluto scrivergli quanto lo odio e tutto il peggio possibile, ma bisogna dimostrarsi sempre al di sopra di tutto, al di sopra del male che ci hanno fatto, al di sopra della sofferenza che non si cancella, al di sopra dei soprusi subiti, insomma al di sopra e come da copione nessuna risposta; mai conosciuta una persona tanto scontata. Filippo dorme, sul cuscino del divano…dipende da me e mi fa una tenerezza incredibile. Ho bisogno di sentirmi utile per qualcuno oltre che per il mio cane… Ho pianto per i miei genitori, per i loro innumerevoli mali, ho pianto per mia figlia attaccata ad un respiratore, ho pianto nella mia vita sempre per qualche priorità assoluta…ora piango per me, per la prima volta piango per me stessa e solo per me. E’ una partita che devo ancora imparare a giocare, non so se sono ancora in tempo, ma ne ho sprecato troppo di tempo all’inseguimento della serenità di qualcun’ altro. E ho capito che la lealtà e la sincerità non ti portano lontano, il compromesso è alla base di ogni relazione, se non imparerò anch’io questo meccanismo di gioco finirò per pagare sempre e solo io. Ma questa è una cosa che s’impara??? Siamo tutti attori di un tristissimo teatrino? Ho trentotto anni e questa parte ancora non mi entra in testa, non ce l’ho nel dna , non sarà più facile che mi rassegni ad essere come sono? Nel bene e nel male. Post scritto il ventinove ottobre.
sabato, ottobre 29, 2005 Non scrivo più da maggio. Pensavo che non l’avrei più fatto. Pensavo che questo ciclo si fosse chiuso definitivamente e invece il blog continua a sopravvivere nella mia testa. Mentre guido o mentre corro o quando sono a letto e ancora non riesco a prendere sonno, le parole iniziano a legarsi l’una all’altra in un girotondo fin troppo facile; i pensieri mi si snocciolano freddi e lineari, una chiarezza allarmante e forte la voglia di paralizzarli su di un foglio bianco. Finora non l’ho mai fatto, ho aspettato che svanissero così come erano arrivati. E poi più nulla. Solo sensazioni troppo confuse perché si potessero fermare su di un foglio bianco. E adesso sono qui e non so da dove cominciare. Non ho più amici. Cazzo è la verità. Ma come è stato possibile? Cosa ho fatto di così sbagliato per meritarmi questa insopportabile solitudine? Non c’è notte che non sogni di tentare di spiegare come sono andate le cose, quelle che penso siano le mie ragioni, e urlo con una voce che sempre più a fatica viene fuori, finisco per diventare completamente afona e invece ho ancora un sacco di cose da dire. Ragione o no sono rimasta sola, e per quanto mi affanni a riempire la mia giornata delle cose più svariate c’è un momento in cui la solitudine mi schiaccia. Forse perché tutto è più sopportabile quando hai un amico con il quale condividerlo. Post scritto venti giorni fa e forse di più. sabato, maggio 07, 2005 Ho voglia di piangere, ho voglia di lavarmi l'anima con le lacrime; due bicchieri di vino mi aiutano. Filippo mi fa compagnia, il suo affetto m'intenerisce, il suo dipendere da me. La vita scorre troppo in fretta ho paura di non riuscire a starle al passo, tutto quello che succede nella mia vita mi porta lontano, lontano dalle persone a cui ho voluto e voglio bene...devo pagare lo scotto di stare sola? Devo pagare questo prezzo? A volte sono così stanca che vorrei che finisse....la vita ha un senso che sempre più spesso mi sfugge o forse la vita gioca a prendersi gioco di me, ma non sa che sono stanca e che non ho alcuna voglia di tenerle testa. Filippo dorme qui accanto a me...lui non sa quanto riesca a scaldarmi l'anima in questo momento.
martedì, aprile 26, 2005 Inutile dire che per postare queste due righe c'ho messo due ore...devo essere proprio di coccio!!!! L’apatia di questi ultimi giorni mi ha infiacchito persino il cervello, forse perché mi sono venuti a noia gli interrogativi che ormai mi pongo da anni. La verità è che a volte mi vengo a noia io stessa e di conseguenza tutto ciò che ne deriva. La settimana scorsa ho portato Filippo in campagna e ce l' ho tenuto per una settimanella buona, a parte l’entusiasmo iniziale perché finalmente ha potuto dare sfogo a tutte le sue energie represse, credo che abbia risentito del cambiamento d’ambiente. Insomma oggi me lo sono riportato a casa per la sua gioia e devo dire anche per la mia. In realtà il quadrupede in casa è una incommensurabile rottura di palle, ma ormai c’è e l’affetto reciproco fra noi è diventato irrinunciabile, penso per tutti e due. Lassie 2 è tornato a casa e Lassie 1 ?? Ma questa è un’altra storia...
lunedì, marzo 07, 2005 E ieri ho finito di ricamare l’ultimo quadro iniziato anni fa. Ultimamente gli ho dato una bella sgroppata, segno che non ho davvero altro da fare. Domani lo porto dal corniciaio, scelgo una bella cornice, poi me lo appendo in cucina, me lo guardo e sono tutta contenta. Ieri sera la piccola ed io ci siamo viste Sanremo, abbiamo fatto il tifo per Renga e una volta tanto il festival non ci ha deluse, ha vinto Renga. Sono particolarmente affezionata a questo cantante, ad una sua canzone è legato l’inizio della storia più importante della mia vita, quando lo sento cantare una serie di piacevoli ricordi si snoda nella mia mente, forse i più belli della mia vita. Vi hanno mai chiesto quando siete stati più felici nella vostra vita? A me no, ma me lo sono chiesto io.Ad un primo esame e con l’ottimismo che mi contraddistingue mi sembrava di non esserlo mai stata, poi ho cominciato a scandagliare le varie età attraverso le quali sono passata per trovare quell’attimo di felicità, ho fatto un’attenta ricerca e mi sono resa conto di essere stata felice in tanti momenti della mia vita solo che non lo sapevo, ero felice e non sapevo di esserlo. Il problema è tutto lì, riuscire a fissare nella mente, registrare quella speciale sensazione che associamo alla parola felicità. Forse è una capacità che si acquisisce con l’età, o forse è la necessità di bilanciare il peso della vita con un contrappeso uguale e contrario, cioè voglio dire che spesso ci costruiamo attimi di felicità, mettendoci tutta l’intenzione che lo siano, per ristabilire quel famoso equilibrio che diversamente ci farebbe uscire di senno. Insomma tutto sto giro di parole per dire che anche stavolta ci sono arrivata tardi. Tanto per cambiare. Nevica. |
Semplicemente il bisogno di raccontarsi senza bugie..pensieri,riflessioni,stralci di vita e banalità..il mondo complesso e spesso incomprensibile che ruota intorno ad una persona come tante 1pensiero 1sensazione acquadolceesalata alidighiaccio alinda annabella azzurro lontano baronerosso burroblu casa baggins disguise dolcesussurro Ellie just annie lemanisulcuore meravigli odiosa Ulla vic ziguli |